
Il KBA completa il ciclo di test e controlli sulle emissioni dei motori diesel, grazia chi si è tenuto sotto i limiti di legge e inchioda Volkswagen
La motorizzazione tedesca ha completato i test sui motori diesel delle Case costruttrici indiziate di avere alterato le emissioni inquinanti. I risultati lasciano a bocca aperta, tutti puliti tranne Volkswagen, che risulta così, almeno in Germania, l'unico Costruttore ad aver truccato i propulsori.
CONTROLLI SU BRAND NAZIONALI ED ESTERI Il quotidiano tedesco Handelsblatt ha pubblicato l'esito della lunga indagine che il KBA ha condotto su almeno cinquanta vetture a gasolio, appartenenti ai diversi marchi commercializzati in Germania, con lo scopo di portare alla luce ulteriori casi di manipolazione delle emissioni (leggi KBA ha scelto tecnici indipendenti per i controlli su VW). Dopo l'ammissione di colpa da parte del Gruppo Volkswagen varie altre case costruttrici sono finite nel mirino degli investigatori dell'Unione Europea e non pochi altarini sono venuti allo scoperto. Oltre ai marchi facenti capo ai palazzi di Wolfsburg altri nomi celebri sono stati messi sotto osservazione e in tanti casi le emissioni reali si sono rivelate al di sopra di quelle riscontrate nei test di omologazione.
TUTTI SALVI PERCHE' ENTRO I LIMITI Il KBA non si è limitato quindi a mettere sotto esame i modelli del Gruppo tedesco ma ha verificato la sincerità di tutti i marchi in odore di truffa. In cascata, dopo VW, vennero tirate in ballo Daimler, Opel, Ford e perfino Fiat, accusate, per alcuni modelli, di aver dichiarato livelli di NOx inferiori a quelli riscontrati nei controlli. Per queste case non è scoppiato un vero e proprio scandalo, ma l'essere comunque sotto indagine non sarà stata un'esperienza particolarmente piacevole. Eclatante e rumoroso è stato il caso della francese Renault, in difesa della quale si mobilitò perfino il Ministro per l'Energia Segolene Royal con proclami radiofonici per annunciare tempestivi richiami e controlli interni più severi (scopri qui come la politica francese ha gestito i richiami Renault).
WOLFSBURG RIMANE NEI GUAI Il KBA sembra essere finalmente riuscito a mettere fine a polemiche e speculazioni, scagionando di fatto tutte le Case costruttrici coinvolte nella cosiddetta seconda fase del Dieselgate; dai test effettuati dalla motorizzazione tedesca è emerso che le emissioni inquinanti erano si difformi dall'omologazione, ma rientravano comunque entro i limiti di legge. Tutt'altra storia per il Gruppo Volkswagen, il quale rimane nei guai fino al collo, dovendo rendere conto delle manomissioni e affrontare azioni legali intentate in tutto il Mondo. Entro la fine di aprile il KBA pubblicherà gli esiti completi e dettagliati delle indagini, scopriremo così, modello per modello, quale è la reale situazione.