
La Spagna annuncia misure straordinarie per sostenere il comparto automotive colpito dai dazi USA di Trump. L'Italia per ora è ferma
I Paesi europei iniziano ad agire per mitigare i possibili danni al settore automotive provocati dall’introduzione dei dazi USA del 25% sull’import di auto straniere. In attesa che anche l’Italia faccia qualcosa che vada al di là di chiedere la sospensione del Green Deal all’Unione Europea, la Spagna ha annunciato oggi nuove misure del governo a sostegno dell’industria automobilistica in aggiunta al programma Moves III di incentivi all’acquisto di auto elettriche, già comunicato nei giorni scorsi. Il piano spagnolo per l’automotive fa parte di uno a più ampio respiro che garantirà 14,1 miliardi di euro per i settori colpiti dai dazi di Trump.
LA SPAGNA INTRODUCE MISURE PER L’AUTOMOTIVE CONTRO I DAZI USA
L’arrivo di muove misure a favore dell’automotive è stato annunciato dalla vicepremier spagnola con delega alla transizione ecologica e alla sfida demografica, Sara Aagesen, la quale ha precisato che il programma Moves III per incentivare l’acquisto di auto elettriche è solo il primo provvedimento ma ne sono in arrivo altri, essendo il settore automobilistico fondamentale per il tessuto produttivo nazionale. A questo proposito la ministra Aagesen ha informato di aver convocato per lunedì prossimo l’organo di monitoraggio e governance spagnolo per la supervisione delle infrastrutture di ricarica di veicoli elettrici, per analizzare le nuove iniziative.
Intanto il rinnovato piano Moves III, che sarà in vigore in maniera retroattiva dal 22 gennaio scorso e fino al 31 dicembre 2025, ha aggiunto ulteriori 400 milioni di euro ai precedenti programmi di incentivi alla mobilità de-carbonizzata per un totale di 1,7 miliardi di euro. Gli automobilisti potranno beneficiare di sconti fino a 7.000 euro sull’acquisto di un’auto elettrica (fino a 9.000 euro per i veicoli commerciali) in caso di rottamazione, oltre a una detrazione fino a 3.000 euro dall’imposta sul reddito.
DAZI TRUMP: IL GOVERNO SPAGNOLO SOSTERRÀ LE IMPRESE CON 14,1 MILIARDI DI EURO
Come anticipavamo, il governo spagnolo non si limiterà a sostenere l’importante comparto automotive ma si prepara a proteggere tutti i settori dell’industria nazionale interessati dai nuovi dazi USA. In particolare, il primo ministro Pedro Sanchez ha annunciato un piano di risposta e rilancio commerciale che garantirà al Paese un ‘doppio ombrello’ nazionale ed europeo. Questo piano mobiliterà 14,1 miliardi di euro, di cui 6,7 miliardi proverranno da strumenti già esistenti per potenziare diverse misure di sostegno. Il piano si concentrerà sulla protezione delle imprese e dell’occupazione, settori che potrebbero essere particolarmente colpiti dalle nuove tariffe. Tra le altre iniziative, 200 milioni di euro di prestiti saranno destinati all’installazione di nuovi impianti di produzione, oltre a rafforzare la protezione occupazionale dei lavoratori coinvolti. Sanchez ha ribadito che l’obiettivo del suo governo è quello di “superare questo colpo senza che siano i soliti a pagarlo” e di approfittare di questa crisi per rafforzare il tessuto produttivo della Spagna.
DAZI USA: GOVERNO ITALIANO FERMO, SPERA IN PROVVEDIMENTI DELL’UE
Viceversa il governo italiano sembra voler attuare una politica attendista in merito ai dazi di Trump, forse per non urtare quello che ritiene ancora un potente alleato. La premier Giorgia Meloni, che si è detta comunque preoccupata dei dazi pur non ritenendoli una catastrofe, in riferimento al settore automotive ha dichiarato che dovrebbe innanzitutto muoversi la Commissione europea ragionando sulla possibilità di sospendere le norme sul Green Deal per dare ampia libertà di manovra ai produttori.
Stesse cose dette il giorno prima da Adolfo Urso, ministro delle Imprese e del Made in Italy, secondo cui è necessaria l’immediata sospensione delle regole del Green Deal che “hanno portato al collasso l’industria delle auto, peraltro la più colpita dai nuovi dazi americani“. Parlando a nome del governo, Urso ha chiesto alle istituzioni europee di realizzare un immediato shock di deregulation “che liberi da lacci e lacciuoli le imprese europee“, nonché l’introduzione del principio del ‘Buy European’, speculare al ‘Buy American’ e la preferenza in ogni appalto pubblico del Made in Europe, così da incentivare gli investimenti produttivi in Europa. L’Italia chiede pure l’apertura di nuovi accordi di libero scambio con altre parti del mondo per aprire nuovi mercati alternativi.
Insomma solo richieste, ma fare qualcosa di concreto come la Spagna non se ne parla.