
Le case auto europee rischiano multe miliardarie se non rispetteranno le norme UE sulle emissioni di CO2. Che nel 2025 saranno ancora più severe...
Le case automobilistiche europee rischiano multe per 15 miliardi di euro se nel 2025 non rispetteranno le norme UE sulle emissioni di CO2. Lo ha detto Luca De Meo, AD di Renault e presidente di ACEA, chiedendo maggiore flessibilità ai vertici di Bruxelles. L’allarme di Meo non è campato in aria: dall’anno prossimo, infatti, si abbassa la soglia di emissioni medie tollerate per la produzione complessiva (da 116 a 94 g/km) e per evitare le multe le case auto dovrebbero vendere una quota di auto elettriche e plug-in hybrid troppo superiore a quella che il mercato potrà assorbire, soprattutto alla luce del calo registratosi quest’anno. Insomma, o l’UE alza le soglie, considerando la frenata delle vendite dei veicoli elettrici in Europa, o la stangata sarà quasi inevitabile, con tutte le conseguenze che ne deriveranno: chiusura di altri stabilimenti, perdita di forza lavoro, ripercussioni sull’indotto, ecc.
IL REGOLAMENTO UE SUL LIMITE DI EMISSIONI DI CO2 PER LE CASE AUTO
Come è noto, il Regolamento UE 2019/631 ha stabilito, nell’ambito del Green Deal, che le vendite complessive delle case auto non debbano superare annualmente il limite medio di 116 g/km di CO2 (ciclo WLTP, inizialmente era di 95 g/km ma con l’ormai abiurato ciclo NECD), pena l’applicazione di salatissime multe: 95 euro per ogni grammo eccedente il limite moltiplicati per ogni auto venduta, quindi un grammo per chi vende un milione di auto diventa una multa di 95 milioni, due grammi eccedenti costano 190 milioni e così via. I 116 g/km sono comunque un dato indicativo perché nel calcolo vanno considerati diversi fattori. Dal 2020 a oggi le case se la sono più o meno cavata, potendo sfruttare una serie di ‘scorciatoie’ tra cui l’acquisto di crediti dalle aziende più virtuose. Nel 2025, però, la soglia si abbasserà del 15% (e poi di un altro 37,5% dal 2030) passando, come detto, da 116 a 94 g/km di CO2. Rientrare nei limiti diventerà quindi molto più difficile e probabilmente non basteranno neppure le scorciatoie…
EMISSIONI CO2: LA QUOTA DI ELETTRICHE E PLUG-IN NECESSARIA PER EVITARE LE MULTE
DataForce ha elaborato delle stime difficilissime per ciascun costruttore se vorranno schivare le multe. Il gruppo Volkswagen, che quest’anno, per abbassare il limite medio di emissioni, potrebbe cavarsela vendendo il 10% di elettriche e il 6% di ibride plug-in, nel 2025 dovrebbe più che raddoppiare a 25% e 11%. Stesso discorso per Stellantis: se nel 2024 basteranno un 9% di elettriche e 4% di plug-in, il prossimo deve puntare a 18% e 8%. Non dissimile la situazione di Ford: nel 2024 sta a 5% di elettriche e 9% di plug-in, ma nel 2025 dovrà superare il 23% e l’11%. Anche Toyota ha una strada in salita ma su quote molto inferiori. Stanno messi meglio i due gruppi tedeschi premium, Daimler (Mercedes) e BMW. Il primo deve passare da un mix di 18% elettriche e 22% plug-in a 24% e 27%, il secondo da 19% elettriche e 14% plug-in a 24% e 20%.
ALLARME DI DE MEO: LE CASE AUTO SARANNO COSTRETTE A TAGLIARE LA PRODUZIONE?
Insomma, chi più e chi meno, tutti dovranno aumentare la vendita di auto elettriche e plug-in in un contesto di contrazione del mercato per le auto elettrificate. Da qui il grido d’allarme di Luca De Meo, secondo cui, per rispettare le norme ed evitare la stangata per complessivi 15 miliardi di euro, i costruttori potrebbero vedersi costretti a ridurre la loro produzione di oltre 2,5 milioni di veicoli: “Le basse emissioni dei modelli elettrici possono compensare la quota di ben quattro auto a combustione“, ha detto il manager italiano, “ma il settore al momento è ancora troppo debole. Ad agosto, le auto elettriche sono state solo il 12,5% del totale delle vetture messe sul mercato, con vendite in calo del -10,8% rispetto all’anno precedente. Per questo, imporre semplicemente scadenze e multe senza essere in grado di rendere le cose più flessibili è molto pericoloso“.
LA POSSIBILE STRATEGIA DELLE CASE AUTO PER IL 2025
Quali armi possono mettere in campo le case auto europee per evitare l’atteso salasso del 2025? Secondo Pier Luigi Del Viscovo del centro studi Fleet & Mobility, che ne ha parlato sul Giornale, le case “pomperanno a suon di sconti e km zero le elettriche nel canale delle concessionarie, usandole al solito come polmone finanziario e fingendo di non ricordare che solo un anno fa dicevano loro che ormai non servono più, che il personale sarebbe stato trasformato in un esercito di agenti. Le plug-in invece saranno offerte alle flotte, magari con qualche protezione sul valore residuo visto che nemmeno come usato hanno proprio la fila di compratori. Sono mosse che costano molti soldi e che da sole, comunque, non bastano. Per entrare nei limiti di CO2 proveranno quindi a vendere meno auto termiche ma a prezzi che garantiscano quel margine necessario a far respirare un po’ i bilanci. Ciò implicherà ulteriori ridimensionamenti nella forza lavoro, ma tanto ci penseranno i cinesi ad aprire stabilimenti e assumere manodopera…“. Che dire, sono delle previsioni sconfortanti ma assolutamente plausibili.