Produzione Batterie EV in Europa, EPC: “competitività persa”

Produzione Batterie EV in Europa, EPC: “competitività persa”

La competitività europea nella produzione di batterie agli ioni di litio è un traguardo ancora lontano secondo l’European Policy Centre

3 Aprile 2025 - 09:55

L’industria europea per la produzione di batterie per veicoli elettrici è in bilico tra ambizioni di leadership e realtà produttive che la vedono ancora fortemente dipendente da attori stranieri. Secondo un recente documento dell’European Policy Centre (EPC), riportato dall’ACEA (European Automobile Manufacturers’ Association), l’Unione Europea fatica a tenere il passo nella corsa globale alla produzione di batterie, un settore sempre più dominato dalla Cina.

COMPETIZIONE SBILANCIATA SULLE BATTERIE AL LITIO

Nel 2023, la capacità globale di produzione di batterie agli ioni di litio ha raggiunto i 2,5 TWh, con un incremento del 25% rispetto all’anno precedente. Tuttavia, secondo il documento pubblicato dall’EPC, il primato cinese nel settore è rimasto indiscusso, grazie a economie di scala, costi di produzione inferiori e un accesso privilegiato alle materie prime critiche. La capacità dell’Europa di colmare questo divario è stata definita compromessa da debolezze strutturali, normative complesse e una dipendenza marcata dalle importazioni.

A dispetto della riduzione del costo delle batterie per kWh, i pacchi batteria rappresentano ancora una quota importante del costo totale di un veicolo elettrico e il loro prezzo incide direttamente sulla competitività dell’intero comparto automobilistico europeo. Secondo l’European Policy Centre con le attuali politiche, l’UE rischia di non riuscire a garantire un approvvigionamento stabile e a costi contenuti, contribuendo a compromettere la transizione verso una mobilità sostenibile.

LE SFIDE SI AMPLIFICANO CON LA GUERRA INTERNAZIONALE DEI DAZI

La situazione si complica ulteriormente con l’escalation della guerra commerciale tra Europa – Cina e tra USA – resto del mondo. L’ipotesi di nuovi dazi sulle importazioni di veicoli e componenti annunciati da Ursula von der Leyen in risposta a quelli adottati dagli USA potrebbe generare effetti controversi. Da un lato la protezione del mercato interno è necessaria per stimolare la produzione locale, dall’altro l’incremento dei costi, la complessità burocratica e l’incertezza dei mercati, provocano la stagnazione degli investimenti.

L’EUROPA PUÒ RECUPERARE UNA POSIZIONE COMPETITIVA?

Il documento dell’EPC propone quattro azioni prioritarie affinché l’UE possa recuperare terreno e competitività dell’industria automotive sui mercati internazionali:

  1. Semplificare la regolamentazione e i finanziamenti per accelerare l’espansione industriale e attrarre investimenti.
  2. Ridurre la dipendenza dai materiali critici, incentivando lo sviluppo di supply chain più resilienti e soluzioni alternative. Un punto molto delicato questo se si pensa che l’Ucraina si trova a dover concedere l’accesso ai giacimenti di terre rare per non perdere l’appoggio dei Paesi amici nel conflitto con la Russia.
  3. Rafforzare la capacità di riciclaggio, creando un circolo virtuoso di riutilizzo delle batterie esistenti. Anche qui, la ricerca avanza con l’obiettivo di innalzare la % di materia prima seconda ottenuta dalle celle esauste che non sono più idonee a una seconda vita come accumulatori di energia.
  4. Investire nelle tecnologie di prossima generazione, per colmare il divario tecnologico e posizionarsi come leader nel futuro delle batterie.

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