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Il REPAIR Act approda al Congresso USA: vittoria più vicina per il diritto alla riparazione nonostante le pressioni delle lobby
Il dibattito sulla libertà di riparazione dei veicoli ha raggiunto un punto cruciale con la presentazione ufficiale al Congresso degli Stati Uniti del disegno di legge “Right to Equitable and Professional Auto Industry Repair” REPAIR Act. Come abbiamo già spiegato seguendone l’evoluzione con Auto Care Association, questa normativa, fortemente sostenuta da un’ampia coalizione di associazioni del settore dell’IAM (Independent Aftermarket) e gruppi di consumatori, punta a garantire il diritto dei proprietari di veicoli e delle officine indipendenti all’accesso a dati, strumenti e software essenziali per la manutenzione e la riparazione. Tuttavia, il cammino del REPAIR Act è stato segnato da un’intensa opposizione da parte delle lobby locali che rappresentano i costruttori auto in Nord America, che hanno cercato in ogni modo di ostacolarne l’iter legislativo.
INIZIATIVA BIPARTISAN USA PER LA CONCORRENZA CON IL REPAIR ACT
Il disegno di legge è stato presentato con il sostegno bipartisan dei rappresentanti Neal Dunn, Brendan Boyle, Warren Davidson e Marie Gluesenkamp Perez, insieme ad altri 12 membri del Congresso. Per Auto Care Association, la principale associazione IAM USA, questo ampio sostegno testimonia la crescente consapevolezza dell’importanza di un mercato della riparazione più equo e accessibile.
Infatti, un recente studio condotto da Hanover Research e Babcox ha evidenziato che oltre il 60% delle officine indipendenti negli USA incontra difficoltà nelle riparazioni a causa delle restrizioni imposte dai produttori. Inoltre, più del 50% delle officine è costretto a rispedire fino a cinque veicoli al mese ai concessionari ufficiali, con conseguenti costi aggiuntivi e disagi per i consumatori. In questa indagine pubblicata nel 4° Aftermarket Report di SICURAUTO.it abbiamo indagato sui costi delle attrezzature e delle RMI (Repair Maintenance Information) tra le officine italiane.
I PUNTI CHIAVE DEL REPAIR ACT USA
Secondo i promotori del REPAIR Act – Auto Care Association, MEMA Aftermarket Suppliers, Consumer Access to Repair Coalition e Commercial Vehicle Solutions Network (CVSN) -, la legge è necessaria per contrastare le pratiche anticoncorrenziali dei costruttori di automobili, che impongono barriere all’accesso alle informazioni diagnostiche e di manutenzione, limitando così la possibilità per le officine indipendenti di offrire servizi efficienti e a prezzi competitivi. Diversamene, il più delle volte le reti IAM sono costrette a indirizzare i clienti verso le reti ufficiali, o a rivolgersi alle officine che dispongono delle attrezzature approvate dalle Case auto.
Il REPAIR Act si propone di:
- Garantire la scelta libera ai proprietari di veicoli, assicurando ai professionisti dell’aftermarket indipendente, i dati diagnostici, gli strumenti e il software necessari per eseguire riparazioni sicure ed efficaci.
- Promuovere una concorrenza leale, impedendo ai produttori di monopolizzare il mercato della riparazione e consentendo agli operatori indipendenti di competere alla pari.
- Salvaguardare la sicurezza informatica e la sicurezza dei veicoli, assicurando che l’accesso ai dati sia regolamentato per proteggere i sistemi elettronici senza compromettere la protezione delle informazioni sensibili. In Europa questo aspetto è affrontato con il certificato SERMI, in vigore in Italia dal 1° febbraio 2025.
- Mantenere la conformità normativa, garantendo che le officine indipendenti abbiano gli strumenti per effettuare interventi rispettando gli standard federali di sicurezza e di emissioni.
LE RESISTENZE DELLE LOBBY DEI COSTRUTTORI AUTOMOBILISTICI
Nonostante i chiari benefici per i consumatori e il mercato della riparazione, le case automobilistiche hanno cercato di ostacolare la legislazione con un’intensa attività di lobbying. Come spiega un comunicato stampa di Auto Care Association, il loro obiettivo è mantenere il controllo esclusivo sulle informazioni diagnostiche e sulla telematica dei veicoli, restringendo l’accesso ai dati solo ai concessionari ufficiali.
Il deputato Neal Dunn ha denunciato apertamente queste pratiche, affermando che “Per troppo tempo, i produttori hanno sostenuto pratiche anticoncorrenziali trattenendo informazioni cruciali sulla manutenzione, spremendo i loro clienti e le officine di riparazione indipendenti“. Sulla stessa linea, la deputata Gluesenkamp Perez ha ribadito che “i consumatori americani sono stanchi di dipendere da un sistema di riparazione limitato e costoso imposto dalle case automobilistiche. È tempo che il Congresso intervenga per garantire il diritto alla riparazione.”