
Scopri cosa prevede la nuova legge sui risarcimenti alle vittime da infrastrutture stradali e autostradali: elargizione e altri benefici, anche ai familiari
Con 114 voti favorevoli, nessuno contrario e un astenuto, il Senato ha approvato il disegno di legge che introduce risarcimenti economici e altri benefici per le vittime di cedimenti totali o parziali di infrastrutture stradali e autostradali di rilievo nazionale. Il testo passerà adesso alla Camera per l’approvazione definitiva. Il provvedimento, nato su iniziativa del comitato ‘Ricordo vittime del ponte Morandi’ di Genova, dispone interventi per le vittime, per i loro familiari e per le persone danneggiate dall’incuria nella gestione di infrastrutture e servizi di trasporto. Vediamo più nel dettaglio cosa prevede la legge.
RISARCIMENTO VITTIME INFRASTRUTTURE STRADALI: SOGGETTI BENEFICIARI
Innanzitutto, la legge approvata per il momento solo al Senato prevede di istituire, nello stato di previsione del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, un fondo con una dotazione pari a 7 milioni di euro per l’anno 2025 e a 1,5 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2026, destinato a iniziative di solidarietà in favore dei familiari delle vittime di cedimenti totali o parziali di infrastrutture stradali. Le elargizioni, in ogni caso cumulabili con eventuali risarcimenti spettanti a qualunque titolo, compresi i risarcimenti a titolo di danno non patrimoniale, saranno assegnate e corrisposte per ciascuna vittima ai membri della famiglia, così individuati:
- il coniuge, i genitori, i figli, i fratelli e le sorelle di colui che abbia perso la vita in conseguenza degli eventi dannosi, nonché l’altra parte dell’unione civile ovvero la persona stabilmente convivente legata da relazione affettiva;
- i parenti o affini che risultino fiscalmente a carico della persona deceduta nei tre anni precedenti l’evento;
- chiunque subisca un’invalidità permanente superiore al 50% per effetto delle lesioni riportate in conseguenza degli eventi dannosi.
Naturalmente saranno esclusi dai benefici coloro che abbiano concorso alla produzione degli eventi dannosi o alla commissione di reati a questi connessi.
INDIVIDUAZIONE DEGLI EVENTI DANNOSI
Un DPCM da adottare entro 90 giorni dalla data di entrata in vigore della legge, dovrà individuare gli eventi dannosi, derivanti da cedimenti totali o parziali di infrastrutture stradali o autostradali di rilievo nazionale, verificatisi tra la data del 13 agosto 2018 (scelta non a caso per includere le vittime del Ponte Morandi) e la data di entrata in vigore della legge in questione. Mentre gli eventi dannosi verificatisi successivamente saranno individuati con altri DPCM da adottare entro 30 giorni dall’evento medesimo.
Questi DPCM dovranno inoltre definire:
- i soggetti che hanno diritto ai benefici della legge che introduce risarcimenti economici e altri benefici per le vittime di cedimenti totali o parziali di infrastrutture stradali e autostradali di rilievo nazionale;
- l’elargizione spettante ai membri della famiglia;
- le modalità di corresponsione dell’elargizione, nel rispetto del limite delle risorse disponibili;
- le ulteriori iniziative di solidarietà sociale, incluse misure integrative di sostegno al reddito, sempre nel limiti delle risorse disponibili.
RISARCIMENTI ALLE VITTIME DA INFRASTRUTTURE STRADALI: BORSE DI STUDIO E CITTADINANZA ITALIANA
I soggetti beneficiari godranno del diritto al collocamento obbligatorio. Verrà inoltre autorizzata la spesa di 100.000 euro annui, a decorrere dall’anno 2025, per la concessione di borse di studio riservate agli orfani e ai figli delle vittime degli eventi dannosi per ogni anno di scuola primaria e secondaria, di primo e di secondo grado, e di corso universitario. Tali borse di studio saranno esenti da ogni imposizione fiscale.
Infine allo straniero coniuge o all’altra parte dell’unione civile o alla persona stabilmente convivente, nonché ai figli, ai genitori, ai fratelli e alle sorelle di vittime degli eventi dannosi di cittadinanza diversa da quella italiana e regolarmente residenti in Italia al momento del decesso, potrà essere concessa la cittadinanza italiana se residenti legalmente nel territorio della Repubblica da almeno 5 anni al momento della concessione della cittadinanza.
Ribadiamo che queste norme non sono definitive perché adesso il testo passerà alla Camera dove potrebbe subire delle modifiche.