Renault ZOE non si ricarica: ecco la causa e come prevenire

Renault ZOE non si ricarica: ecco la causa e come prevenire

Guasto al sistema di ricarica della Renault Zoe: Il Caso Risolto da EVClinic e i consigli per prevenire il problema

31 Marzo 2025 - 11:28

La Renault Zoe, nelle versioni R240 e Q210, può presentare problemi di ricarica soprattutto in corrente alternata (AC). Questo tipo di guasto, se affrontato con un approccio tradizionale di sostituzione indiscriminata dei componenti, potrebbe comportare costi estremamente elevati. L’officina specializzata EVClinic con sede in Germania è riuscita a risolvere un caso critico dimostrando come sia possibile ripristinare l’efficienza dell’auto elettrica con interventi mirati e un costo molto inferiore. Nei prossimi paragrafi riportiamo la soluzione e i consigli degli esperti per prevenire guasti o incendio legati alla causa del difetto.

DIAGNOSI DEL PROBLEMA ALLA RENAULT ZOE CHE NON SI RICARICA

Il sistema di ricarica della Renault Zoe si compone di tre elementi fondamentali che l’officina specializzata in veicoli elettrificati ha subito individuato:

  • Avvolgimenti del rotore del motore elettrico
  • Filtro EMI
  • Modulo BCB (Battery Charger Box)

Un guasto in uno di questi componenti può compromettere la ricarica del veicolo. In molti casi, la sostituzione del solo modulo BCB non è sufficiente, poiché la causa principale del problema potrebbe risiedere in altri elementi del sistema.

EVClinic ha ricevuto una Renault Zoe con problemi persistenti alla ricarica nonostante la recente sostituzione del modulo BCB. Dopo un’accurata analisi, è stato individuato il guasto nel filtro EMI. Il problema era riconducibile a una resistenza di precarica fusa ma essendo sigillata in resina epossidica, il componente non è riparabile. La soluzione convenzionale avrebbe richiesto la sostituzione dell’intero filtro EMI, con un costo proibitivo di circa 3400 € + IVA per una nuova unità.

SOLUZIONE GUASTO RENAULT ZOE IN RICARICA

Piuttosto che optare per la sostituzione del filtro EMI, EVClinic ha adottato un approccio ingegneristico coem per molte altre riparazioni documentate sul suo blog:

  1. Analisi della resistenza di precarica e stabilire che era impossibile da riparare per i motivi spiegati sopra.
  2. Verifica dello stato dell’IGBT Infineon FS200T12A1T4, un componente critico spesso responsabile del guasto e non disponibile in commercio.
  3. Risoluzione del problema di dissipazione termica, una delle principali cause di malfunzionamento dell’intero sistema OBC (On-Board Charger). Questo componente deve dissipare fino a 22 kW di potenza su una superficie ridotta secondo gli esperti (13 cm x 7 cm), causando surriscaldamenti e guasti ricorrenti. Inoltre, se il climatizzatore non è efficiente, perché guasto o privo di gas refrigerante, il degrado termico accelera fino anche al rischio di incendio dell’auto.

CONSIDERAZIONI FINALI E PREVENZIONE

Grazie a questi interventi mirati, il problema si risolve con un costo di riparazione compreso tra 1400 € e 2800 €, evitando la sostituzione completa di componenti costosi che avrebbero fatto lievitare i costi fino a 10 mila € peri soli componenti OEM.

Per prevenire questi problemi in futuro, EVClinic dà alcune raccomandazioni:

  • Monitorare costantemente lo stato del sistema di climatizzazione, che sia sempre efficiente e adeguatamente carico.
  • Effettuare diagnosi periodiche del sistema di ricarica, per individuare e risolvere precocemente eventuali anomalie.

Affidarsi a centri specializzati, in grado di intervenire con precisione e competenza, evitando costose sostituzioni non necessarie.

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