
Le persone che ti circondano conducono una vita sregolata e mangiano cibo spazzatura? Attenzione a salire in auto con loro!
Chi di noi non ha almeno un amico che ama mangiare nei fast-food o bere bevande energiche? Se finora abbiamo pensato fosse soltanto un’abitudine malsana, forse dobbiamo ricrederci. Cibo spazzatura, bevande energetiche, oltre all’alcol, sembrerebbero, infatti, le giuste premesse per comportamenti azzardati anche alla guida. Queste sostanze fornirebbero al nostro corpo un surplus energetico che andrebbe a tradursi in eccesso di velocità, distrazione al volante e guida spericolata. Ma non solo: anche eccessi in positivo sembrano essere pericolosi. Come dice un noto proverbio “il troppo stroppia”. Vediamo i dettagli di questo studio.
ALIMENTAZIONE MALSANA E GUIDA PERICOLOSA: LO STUDIO
Uno studio estone ha rivelato come conducenti che trasgrediscono abitualmente le regole del Codice della strada siano facilmente individuabili a tavola. Sembrerebbe, infatti, che i comportamenti problematici nel traffico possano essere correlati ad abitudini malsane, ad esempio il consumo di alcol e cibo da fast-food. 817 partecipanti hanno risposto a domande sulle abitudini alla guida (in particolare episodi di rabbia al volante), fornito esami del sangue e test genetici. Tra essi:
– 137 persone multate per eccesso di velocità differivano dalle altre per il loro consumo più frequente di cibo spazzatura, alcolici e bevande energetiche;
– i soggetti che consumavano bevande energetiche almeno una volta alla settimana avevano una probabilità doppia di eccedere in velocità rispetto agli altri. Gli speeder avrebbero però riportato anche una maggiore attività fisica. Non solo, quindi, cattive abitudini. Anche eccessi positivi, come l’amore per l’attività fisica, sarebbero un campanello dall’allarme.
TRASGRESSIONI AL VOLANTE: QUESTIONE (ANCHE) DI GENETICA
Inoltre, il comportamento rischioso nel traffico sembrerebbe correlato anche ad una predisposizione genetica. I ricercatori hanno infatti anche esaminato i tratti genetici dei partecipanti allo studio. Si tratta di un innovativo studio psico biologico in cui sono stati valutati insieme dati psicologici, biochimici e genetici. Dai risultati è emerso che alcune varianti di un gene che controlla il trasporto della serotonina (il polimorfismo 5-HTTLPR) sono associate alla guida rischiosa. Questi elementi sono stati messi a confronto con i registri della polizia sulle infrazioni e con i dati delle assicurazioni sugli incidenti stradali. Tuttavia, è noto che la sensibilità alle influenze ambientali differisce per le varianti geniche studiate. La serotonina, infatti, è associata anche alla depressione, e i suoi livelli sono regolati da diversi antidepressivi. Si tratta quindi di un’associazione che, seppur interessante, necessita di ulteriori conferme scientifiche.
ELIMINARE LE TRASGRESSIONI A TAVOLA PER UNA GUIDA PIÙ SICURA
Nonostante i necessari approfondimenti, certo è che l’alimentazione è importante anche nel settore della sicurezza stradale. Chi guida dovrebbe conoscere le regole alimentari che aiutano ad evitare rischi per la propria salute e quella di chi si trova sulla sua strada. La prima di queste regole è non mettersi mai alla guida subito dopo un pasto abbondante o particolarmente pesante, magari accompagnato da bevande alcoliche. Il motivo è semplice. Mentre il corpo è concentrato nel processo digestivo, il cervello tende inevitabilmente a ridurre le nostre capacità di attenzione e di concentrazione, essenziali al volante. Le sostanze alcoliche poi, anche se assunte in piccole dosi, facilitano l’insorgere di un senso generale di torpore e rilassamento. Per questo dopo pasti abbondanti non resta che aspettare che la digestione faccia il suo corso e che la sonnolenza svanisca, magari concedendosi un riposino.
LA SICUREZZA STRADALE SI FA A TAVOLA: LE REGOLE DELL’ACI
Le regole alimentari per contribuire alla sicurezza stradale sono però anche altre. Eccone alcune tratte dal decalogo “Eat Drink Drive” dell’ACI:
– partire leggeri: funzionale è un pasto leggero e nutriente a base di carboidrati seguito da un sonnellino di 30-60 minuti.
– non mangiare alla guida: il rischio di distrarsi e allungare pericolosamente i tempi di reazione in caso di improvvisa necessità è alto.
– evitare alcolici: l’alcool non aiuta la digestione, anzi la rallenta causando drastici cali di attenzione e di concentrazione. Il senso di ebbrezza che ne deriva spinge poi il conducente a sottovalutare i pericoli della strada e a tenere comportamenti indisciplinati e irresponsabili.
– pochi zuccheri: al sollievo dato da un rapido innalzamento glicemico segue un normale calo che presenta ripercussioni in termini di stanchezza e riduzione dell’attenzione.
– prendere un solo caffè: berne troppi può compromettere l’equilibrio psico-fisico di chi è al volante.