Le bici fanno più vittime delle auto: 206 morti in Olanda nel 2018 Le vittime da incidenti in bici sono aumentate in Olanda nel 2018: il doppio di vittime su ebike

Le bici fanno più vittime delle auto: 206 morti in Olanda nel 2018

Le vittime da incidenti in bici sono aumentate in Olanda nel 2018: il doppio di vittime su ebike, mentre il 70% ha oltre 65 anni

3 Maggio 2019 - 04:05

In Olanda la bicicletta diventa più mortale dell’auto. Secondo i dati dell’Istituto di statistica olandese le morti in bici hanno superato, per la prima volta, quelle in auto. Tra il 2017 e il 2018 sono ben 206 i ciclisti deceduti contro i 201 automobilisti. Si tratta di una inversione di tendenza che sotto alcuni punti di vista era considerata inevitabile. Sempre più persone scelgono infatti di muoversi utilizzando esclusivamente la bicicletta. Maglia nera agli uomini i cui decessi sono in crescita mentre calano le donne uccise in sella. A ben guardare i dati sono gli uomini sopra i 65 anni di età quelli maggiormente a rischio e segnali negativi arrivano anche dalle due ruote elettriche. Le biciclette elettriche si rivelano molto più pericolose di quelle convenzionali complici le velocità quasi da scooter che riescono a raggiungere. Vediamo perché nonostante le piste ciclabili la bici rimane pericolosa.

CICLISTI IN PERICOLO

La bicicletta è ufficialmente il mezzo di locomozione più pericoloso d’Olanda. Per la prima volta nella storia della nazione le morti in sella superano quelle per incidenti in auto. Tra il 2017 e il 2018 ben 206 persone sono morte in in bicicletta rispetto ai 201 decessi registrati in auto. Il numero di morti in bicicletta è salito rispetto alle 189 dell’anno precedente. Si tratta di dati preoccupanti che riaprono il dibattito sulla sicurezza stradale. A scorrere i numeri si nota una notevole crescita dei decessi tra gli uomini. Le morti maschili sono passate dalle 125 nel 2016-2017 alle 148 dell’ultimo censimento. Leggera controtendenza per le donne il cui totale dei decessi diminuisce leggermente e passa dalle 64 vittime del 2016-2017 alle 58 del 2017-2018. Ben due terzi dei morti in bicicletta sono di età superiore ai 65 anni con un preoccupante aumento delle vittime a bordo di biciclette elettriche.

MENO AUTO

Le cifre sull’aumento della mortalità in bicicletta coincidono con una diminuzione del numero di olandesi che usano l’auto. Negli ultimi anni in Olanda molti hanno dismesso l’auto in favore delle due ruote e sono sempre di più anche le biciclette a pedalata assistita ed elettriche. E’ vero che il motore elettrico e la batteria aumentano il peso ma rendono la pedalata leggera. Ecco spiegato perché, in un solo anno, le vittime a bordo delle veloci ebike sono raddoppiate e rappresentano un quarto delle vittime totali. Dal canto suo l’Istituto per la ricerca sulla sicurezza stradale olandese ha provato a stemperare i toni del report sottolineando i passi avanti sul fronte della sicurezza. Nel dettaglio si mette in relazione la maggiore distanza coperta in bici con il crescente numero di morti e feriti. In questa ottica ne deriva una capovolgimento di prospettiva con la bici che cresce in sicurezza.

OCCHIO ALLE BICI ELETTRICHE

L’Unione dei ciclisti olandesi continua la sua campagna per incoraggiare quante più persone ad usare la bicicletta rinunciando all’auto. Il portavoce Jaap Kamminga ha commentato i numeri del rapporto affermando che: “Ogni morte per strada è una troppa. Se consideriamo quanto siamo stati in bicicletta, soprattutto gli anziani, dobbiamo congratularci con noi stessi. Il ciclismo è sano, dobbiamo continuare a stimolarlo”. Importante riflettere sul tema sicurezza e sulla differenza tra bici a pedalata assistita ed ebike. Le prime hanno 0,25 kW di potenza massima con l’azione del motore elettrico fino a 25 km/h. L’intervento della trazione elettrica si interrompe quando il ciclista smette di pedalare. Altra cosa sono le biciclette elettriche o ebike. Queste hanno una potenza ben superiore a 0,25 kW e possono raggiungere i 45 km/h. Ecco allora che in molti Stati europei, compresa Olanda e Italia, questi mezzi fanno parte della categoria dei ciclomotori.

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