
L'auto a guida autonoma può far distrarre il guidatore? Continental lo "sveglia" con le tecniche dei videogame
La guida autonoma ingolosisce tutti: le Case costruttrici per prime ma, solo per citare qualche altro settore industriale, anche i grandi del digitale e gli operatori delle telecomunicazioni e del car sharing: non è però una tecnologia facile, come dimostrato da qualche intoppo (leggi dell'ultimo incidente che ha distrutto una Google Car). I diversi gradi di autonomia hanno difficoltà differenti e, anche senza arrivare a quella totale, quelle intermedie rimangono non semplici perché c'è l'incognita dell'uomo che dev'essere pronto a subentrare. Come mantenerne desta l'attenzione senza stancarlo troppo? Continental pensa ad accorgimenti visuali e cognitivi simili a quelli dei videogiochi ed è per questo che ha partecipato all'oceanica fiera Gamescom di Colonia.
VIDEOGIOCARE PER GUIDARE I numeri dell'edizione 2016 del Gamescom sono stati imponenti, con più di 500 mila visitatori giunti a Colonia e la partecipazione di 877 aziende di 54 Paesi del mondo. Fra esse c'era anche Continental perché convinta che, con l'avvento della guida automatizzata, l'automobile si configurerà sempre più come un nuovo spazio da vivere e da utilizzare anche per riposare, leggere, mangiare e, perché no, anche giocare. A Colonia si infatti discusso sul futuro dei videogiochi e di come possano rendere la guida più sicura nel corso di un incontro dal titolo “Playing Instead of Steering: The Car of the Future”. A questa tavola rotonda hanno partecipato Marcus Kühne, Digital Retail Development/Capoprogetto di Audi VR Experience, Alexander Mankowsky, di Daimler Innovation, Jens Röper, Executive Director dello studio di design Designit e, per l'appunto, Alexander Klotz, Head of Research & Development della Divisione Interior di Continental.
DAL GIOCO ALL'AUTOMOBILE Questi esperti si sono riuniti per esplorare le possibilità offerte dalla collaborazione tra l'industria dei videogiochi e quella dell'auto (leggi come il gaming potrebbe entrare nelle nuove auto connesse e virtuali), con particolare riferimento ai veicoli a guida autonoma. Il pensiero di Maximilian Schenk, Managing Director della BIU (l'associazione tedesca dei produttori di videogiochi) e moderatore della tavola rotonda, è che “ci possono essere grandi potenzialità da questa contaminazione: sono infatti moltissime le persone che usano abitualmente i videogame ed esse non sono soltanto giovani ma anche persone over 50 con numeri in continua crescita; si registra inoltre un sensibile aumento dell'utilizzo di dispositivi mobili per giocare”. Il punto cruciale è capire se e come computer e videogiochi possano trasformarsi da dispositivi creati per l'intrattenimento a strumenti in grado di aumentare l'efficienza e la sicurezza della guida, grazie ad un sempre più diffuso approccio basato sulla cosiddetta gamification, cioè l'estensione di meccanismi ludici ad attività che non hanno direttamente a che fare con il gioco.
SI FA PRESTO A DIRE “AUTONOMA” Klotz sostiene che “l'automazione della guida sarà un processo graduale e nei vari passaggi intermedi il gioco assumerà un ruolo importante nelle future interfacce uomo-macchina. Il gioco, superando l'aspetto ludico, può rappresentare infatti un elemento importante nell'abitacolo tenendo viva l'attenzione del conducente e aiutandolo a passare velocemente dalla modalità autonoma a quella manuale”. È quindi pensabile che l'esigenza di coinvolgere attivamente il conducente a livello cognitivo l'automotive potrebbe dover sviluppare nuovi approcci. Si può infatti pensare d'integrare il gioco nell'interfaccia olistica uomo-macchina (Holistic Human-Machine Interface) e farlo agire da tutor per “accompagnare” il conducente nell'utilizzo della guida autonoma, controllandone le condizioni fisiche attraverso sensori. Le possibilità offerte, come ben sanno i gamer più accaniti, sono molte: dalla realtà aumentata agli ologrammi, dagli head-up display (leggi come non è certo che gli head-up display diminuiscono le distrazioni) a performanti sistemi audio e a grafiche molto realistiche, fino all'integrazione in auto di computer indipendenti dall'elettronica di bordo. L'interfaccia con i guidatori, nel caso della guida autonoma non totale, è infatti uno degli aspetti più critici di questa tecnologia (leggi il post nel quale Volvo spiega quanto è veramente sicura). Più di un esperto sostiene infatti che essa sarà talmente difficile da implementare che potrebbe arrivare dopo dell'autonomia totale; qualche Casa potrebbe persino non provare a svilupparla, sic et simpliciter.