
Dai test sulle emissioni di NOx sarebbero emerse nuove incoerenze per la Mercedes Classe S350 e la Ford C-Max, l'automotive è in fibrillazione
Il polverone della seconda fase dello scandalo “Dieselgate” avvolge nella tormenta altri due marchi, dopo aver inghiottito la Renault che, sotto pressione, dovrà rendere spiegazioni alle autorità competenti e a una commissione governativa specializzata. Per quanto riguarda l'ennesimo colpo di scena, si tratta della Mercedes-Benz e della Ford, che pare abbiano superato i limiti di emissioni di NOx durante i test effettuati. Bene invece altri costruttori, che senza problemi hanno superato le indagini delle autorità. Ecco i dettagli che riguardano altre aziende oltre Renault.
LE INDAGINI SI ALLARGANO – Se fino a stamane ci stavamo interessando solo di come sarebbe andata questa vicenda anche per la Renault, è probabile che bisognerà seguire da vicino anche le sorti di due case automobilistiche in egual modo interessate, ovvero la Mercedes-Benz e la Ford. Così mentre alcuni dirigenti Renault andranno a riferire quanto accaduto a una commissione governativa specializzata, la Ford e la Mercedes-Benz dovranno iniziare a pensare a una difesa adeguata per spiegare il motivo delle eccessive emissioni fatte registrare da due loro modelli, la Ford C-Max e la Mercedes-Benz Classe S350, come precisato dal quotidiano francese Ford Motor Les Echos. Altre indiscrezioni confermano per Renault i modelli Captur, Espace e un altro di cui ancora non si parla (leggi qui le ultime indiscrezioni); inoltre è sicuro che i limiti sforati da Ford e Mercedes-Benz non sono comunque equiparabili e quindi eccessivi come quelli emersi nei riscontri sulle automobili francesi.
LE TRE PROVE – Il governo francese è particolarmente preoccupato per quanto riguarda la Captur, perché è un modello relativamente nuovo che soddisfa la norma Euro 6 e che pertanto dovrebbe rappresentare il “diesel pulito”. Una fonte vicina a Renault pare abbia rivelato al quotidiano Les Echos che la Captur può avere un problema tecnico nel suo sistema di controllo dell'inquinamento, pertanto sarà necessario un richiamo. La Mercedes Classe S350 esaminata ha dato risultati incoerenti con i valori imposti dalla legge, mentre ancor peggio sembra essere andata per la Ford C-Max, che ha superato i limiti di NOx di ben 5 volte. Les Echos ha anche spiegato che i tecnici hanno sottoposto questi veicoli a ben tre prove: l'esame di laboratorio NEDC standard utilizzato per stabilire se i veicoli rispettano i limiti europei, una prova su strada (che non è attualmente parte della procedura ufficiale dell'UE) e un test per verificare se il veicolo ha utilizzato un impianto di manipolazione (anche questo non riconosciuto dalla UE, al momento). I modelli Q3 e Tiguan sono stati scoperti nel loro “inghippo”, mentre tutto è andato liscio per una Peugeot 208, una BMW Serie 3 e un modello di Toyota.
NESSUN IMBROGLIO – La Renault pertanto è sicura di riuscire a spiegare alla Commissione la sua innocenza, dimostrando anche di conoscere quale rimedio sistemerebbe il problema al sistema di controllo dell'inquinamento. La Francia ha iniziato ad allargare le indagini sotto questo punto di vista dopo che nel mese di settembre scorso tutto il mondo ha conosciuto la colpevolezza della Volkswagen (per la quale gli effetti nefasti del Dieselgate non sono affatto terminati; leggi qui l'ultima “stangata”). Intanto il Governo transalpino difende la Renault, perché non ha nascosto con metodi particolari i valori inquinanti, come fatto dal Gruppo tedesco, pertanto non si tratta di imbroglio ai clienti e alle autorità. L'Azienda francese ha già comunicato alle autorità e al Governo di essere in grado di ristabilire in poco tempo i valori delle emissioni dei suoi modelli secondo quanto stabilisce la legge. Per tutti questi motivi, il capo delle vendite e del marketing di Renault, Thierry Koskas, ha detto in una conferenza stampa a Parigi che “la Renault non ha imbrogliato.”