
Ad annunciare il richiamo Renault per le emissioni di NOx emerse nei test è stato il ministro dell'energia francese che avverte: "molti oltre limite?
Dopo l'incontro avvenuto tra la Commissione governativa tecnica e la Renault, c'è stato l'annuncio del richiamo di 15.000 automobili da parte del Ministro dell'Ambiente francese, Ségolène Royal, a radio RTL France. Intanto la Casa francese non ha commentato ufficialmente, ma i vertici hanno continuato a dare la loro massima disponibilità di cooperazione con le autorità, spiegando che hanno già pronto un piano di intervento per sistemare l'anomalia nel motore che faceva superare i limiti delle emissioni. Infine, sempre il Ministro Ségolène Royal ha ricordato che altri Costruttori hanno avuto lo stesso problema di Renault, così il mondo dell'auto si prepara anche a una terza fase dello scandalo “dieselgate”.
Aggiornamento del 19 gennaio 2016
ANNUNCIO IMMEDIATO – E' arrivato come un fulmine a ciel sereno, anche se a dirla tutta il cielo negli ultimi giorni stava diventando sempre più cupo. Dopo l'incontro avvenuto ieri tra la Commissione governativa tecnica e la Renault, di certo non si aspettava l'annuncio di un Ministro in merito a un richiamo, comunicato per mezzo radio, così come di certo non ci si aspettava un annuncio così imminente sui volumi da far rientrare “a casa”. Di sicuro però, la Francia ha imparato dallo scandalo dieselgate “made in Gruppo Volkswagen” (per il quale negli Usa le “cose non stanno andando bene”; leggi qui il perché) e non ha voluto vanificare i controlli iniziati sul territorio nazionale proprio immediatamente dopo l'inizio dello scandalo alla fine del mese di settembre 2015. Non è da escludere che l'organizzazione investigativa della Francia sia stata impreziosita da continui scambi informativi con altri paesi in cui il fenomeno era già sotto controllo da tempo.
TUTTO IN TEMPO – Le 15.000 automobili da richiamare sono ancora tutte da mettere in vendita, per cui la Renault ha preferito agire tempestivamente per verificare e riparare le anomalie al sistema di filtraggio, con seguente regolazione del motore e controllo delle emissioni, che nei test hanno fatto registrare un superamento dei valori stabiliti dalla legge (leggi qui come è scoppiato lo scandalo sulle emissioni di Renault). Tutto è stato favorito dal piano tecnico messo già in atto dai vertici di Renault che hanno “scalettato” già i tempi di intervento utili a ripristinare i valori delle emissioni inquinanti riconosciute dalle norme di omologazione. Lo ha annunciato il ministro dell'Ambiente francese, Ségolène Royal, a radio RTL France, dichiarando che la Renault “si è impegnata a richiamare 15.000 veicoli per una verifica e una corretta regolazione, affinché il sistema di filtraggio funzioni” in tutte le condizioni termiche. Il Ministro ha poi spiegato che la Francia da sempre controlla lo stato di emissioni dei veicoli da immettere sul mercato ma che “i [primi] test non sono stati sufficienti. Dopo lo scandalo Volkswagen abbiamo deciso di condurre test incontestabili. Quello che vogliamo è salvare l'industria automobilistica e al contempo garantire i diritti dei consumatori.”
GLI ALTRI COSTRUTTORI – Durante l'annuncio avvenuto in radio, il Ministro dell'Ambiente francese non ha dimenticato quanto vi abbiamo anticipato nei giorni scorsi, ovvero che ci sono altre Case automobilistiche con lo stesso problema di Renault, chi più chi meno ha lo stesso problema da affrontare. Della serie, siamo tutti sulla stessa barca, il Ministro lo ha ribadito anche in radio: “ad essere onesti per la Renault, bisogna riconoscere che ci sono altre marche automobilistiche che superano le norme sulle emissioni inquinanti”, ricordando poi che i responsabili dei Costruttori coinvolti hanno già preso accordi con la commissione governativa tecnica per spiegare, in un incontro, quali problematiche sono state la causa del non rispetto delle norme e per rendere noti i piani di intervento. Ségolène Royal non ha fatto i nomi, ma come vi abbiamo anticipato nei giorni scorsi, ad essere sul banco degli imputati ci sono la Ford e la Mercedes-Benz (leggi qui tutti i particolari della vicenda), che hanno visto due dei loro modelli (la Ford C-Max e la Mercedes-Benz Classe S350) non rispettare i valori sulle emissioni di NOx. Si prevedono giorni ricchi di novità, con una seconda fase del dieselgate targata Renault e una terza aperta a tutti gli altri Costruttori.
LE ULTIMISSIME NOTIZIE – Mentre questo articolo era in fase di pubblicazione, la Renault ha fornito ulteriori dettagli in merito alla situazione che vi abbiamo raccontato. Il richiamo, al momento (ma i numeri e i particolari sono in evoluzione) riguarda 15.800 Captur, ma la Casa francese prevede anche la revisione e gli aggiornamenti al sistema di filtraggio ad altri 700.000 veicoli. Il richiamo sarà probabilmente limitato alla versione equipaggiata con il propulsore diesel di 1,5 litri da 110 Cv (sempre del modello Captur), ma probabilmente le 15.800 sono quelle da consegnare, mentre le 700.000 potrebbero essere quelle già vendute e circolanti. Le regolazioni del motore sono compatibili con i motori Euro 6 di ultima generazione, mentre una nota di riferimento fa pensare che lo stesso propulsore equipaggia anche automobili Nissan e Mercedes-Benz. Thierry Bolloré, Chief Competitive Officer di Renault, ha detto ai giornalisti in un briefing avvenuto poche ore fa, in una sede di Renault ovest di Parigi, che “non siamo qui a barare, noi ci muoviamo sempre nel pieno rispetto delle norme e non stiamo cercando di ingannare il consumatore”. Per quanto riguarda l'intervento da effettuare durante il richiamo, in termini di tempo richiederà circa una mezza giornata di lavoro; ciò che ha scatenato la “bufera” sembrerebbe un funzionamento difettoso al sistema di filtraggio, che alle temperature troppo basse (ovvero sotto i 17 gradi) o quando fa troppo caldo presenta delle anomalie che non gli consentono di emettere i giusti valori di emissioni di NOx.