Emissioni auto: in arrivo una rivoluzione su prove reali e motori

Emissioni auto: in arrivo una rivoluzione su prove reali e motori L'Europa ha deciso: dopo il tira e molla tra commissione giuridica e Costruttori alzerà i limiti senza obbligare le Case a montare l'SCR

L'Europa ha deciso: dopo il tira e molla tra commissione giuridica e Costruttori alzerà i limiti senza obbligare le Case a montare l'SCR

3 Febbraio 2016 - 06:02

Dopo che la questione delle emissioni ha sollevato molti dubbi fra gli automobilisti e un intuibile sconcerto nei manager delle case automobilistiche (non solo in quelli di Wolfsburg). Anche le istituzioni hanno dovuto ripensare molte cose e cercare di fornire risposte: ai cittadini e anche all'industria. L'Unione Europea, per esempio, ha preso proprio oggi importanti decisioni sulle nuove procedure di omologazione basate sui test RDE.

FRA L'INCUDINE E IL MARTELLO – La decisione di oggi non è stata presa facilmente, anche perché ha trovato sulla sua strada una proposta piuttosto radicale che voleva respingere il compromesso trovato fra le autorità europee ed i costruttori introducendo, in pratica, l'obbligo di montare, da subito, il sistema SCR (quello che usa l'additivo AdBlue, a base di urea, per abbattere le emissioni dei famigerati ossidi d'Azoto allo scarico). Se fosse passata questo regolamento l'industria automobilistica avrebbe avuto grossissime difficoltà, con i diesel più piccoli che si sarebbero trovati in condizioni di non-sostenibiltà economiche nel montare un dispositivo di Selective Catalytic Reduction, piuttosto complicato e costoso, e anche per quelli più grandi non sarebbe stato agevole un intervento del genere (leggi come Fiat pensa di accelerare l'adozione del sistema SCR). È facile pensare che la decisione odierna è stata sicuramente soggetta a trattative e in effetti Giovanni La Via, PPE, Presidente della commissione ambiente, ha dichiarato: “Una trattativa intensa ha avuto luogo con i governi e la Commissione europea, dopo che la commissione ambiente ha sostenuto l'obiezione (alla proposta più radicLE, N.d.R), alla quale poi la Commissione europea ha effettivamente dato seguito”.

EMETTERE DI PIÙ PER INQUINARE DI MENO – Il Presidente La Via (nomen omen) ha inoltre precisato che “Ora abbiamo impegni chiari presi dalla Commissione europea: una clausola di revisione, con un calendario preciso, al fine di abbattere i valori massimi di emissione ai livelli che sono stati concordati dai co-legislatori e, nel lungo termine, una proposta di riforma del regime di omologazione UE per le auto, così come richiesto dal Parlamento”. La proposta approvata ricalca quella rapidamente elaborata dopo lo scoppio del Dieselgate e che fu giudicata negativamente dalla stessa commissione ambiente. Ora lo stesso La Via l'ha votata, argomentando che “la decisione responsabile della Plenaria, che permetterà di proseguire con la nuova procedura RDE, al fine di abbattere le emissioni di NOx delle automobili che, al momento, sono dal 400 al 500% oltre i limiti ufficiali. Abbiamo evitato incertezze, perché l'industria deve ora soddisfare scadenze rigorose, ma sostenibili”.

SI SCOPRONO GLI ALTARINI? – Diventa quindi realtà l'idea di concedere ampie – benché temporanee – tolleranze alle emissioni (leggi come l'Europa fosse contro i Governi), anche perché le misurazioni RDE implicano l'uso dei PEMS, quei Portable Emissions Measurement System che hanno incertezze maggiori rispetto ai test di laboratorio (per saperne di più leggi come la Germania ha fatto muro alle misure su strada). Il timore che misurazioni più aderenti alle condizioni reali precise scoperchiassero lo scandalo delle misurazioni fasulle (l'Esperto le spiega parlando del passaggio da euro 5 a Euro 6) ha fatto quindi si approvare gli RDE ma a scaglioni. Nel primo i produttori dovranno ridurre il divario con i limiti in modo da fa rientrare le emissioni misurate entro un “fattore di conformità” di 2,1 rispetto agli 80 mg/km di NOx attuali (si arriva quindi a 168 mg/km) per i nuovi modelli entro settembre 2017 mentre entro gennaio 2020 il fattore si riduce a 1,5. Intendiamoci: stante l'autorevolezza della fonte che ha dichiarato sforamenti del + 400/500% una fascia del + 110% va benissimo (il CCR dice che i PEMS sbagliano di meno del 20%) ma è sconcertante come organismi comunitari dichiarino candidamente di aver dormito per tutti questi anni, concedendo test di omologazione “lunari” (leggi come si ottengono i valori di consumo): quando si fa sul serio i limiti magicamente si alzano! Quelle elencate sono ancora proposte, suscettibili di modifiche: speriamo bene! (scongiuri ammessi)

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