
L'Europa torna a crescere con l'Italia in positivo grazie alle km zero e al superammortamento. Bene Francia e Spagna, male il Regno Unito
Continua il buon momento europeo, che anche ad ottobre cresce del 5,19% rispetto ad un anno fa. Il segno “+” non è però uniforme perché il Regno Unito arretra del 12,2% ad ottobre, unico fra i 5 maggiori mercati. Positività Invece per gli altri major market, con Francia e Spagna in evidenza. L'Italia cresce un po' meno a ottobre, anche se il doppio della Germania, ma nei primi 10 mesi dell'anno si conferma la più vivace, anche sulla spinta degli incentivi fiscali e delle km zero (leggi i dati del mercato Europa di settembre, che vedono l'Italia in prima fila). Dai vertici di Federauto, la Federazione italiana dei concessionari, arriva quindi l'invito ad affrettare gli acquisti proprio per riuscire a fruire del superammortamento.
RECUPERO CONTRASTATO Il mese di ottobre sembra aver riportato il sereno nel mercato europeo dopo la flessione di settembre: le immatricolazioni dell'Europa dei 28 più l'area EFTA (Islanda, Norvegie e Svizzera), hanno infatti totalizzato 1.207.982 unità, con un incremento del 5,9% rispetto a ottobre 2016. Il consuntivo del periodo gennaio-ottobre registra 13.234.599 unità, con un aumento del 3,8% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. La crescita non è però generalizzata: ad ottobre il segno meno si è visto in Finlandia, Irlanda e Regno Unito. Il paese Baltico ha visto il suo mercato contrarsi del 4,6% ad ottobre e del 1,0% nei primi 10 mesi del 2017 mentre le altre 2 aree, ben più “pesanti”, sono scivolate del 13,8%/10,3% la prima e del 12,2% a ottobre e il 4,6 nei primi 10 mesi il secondo.
PRIVATI IN CALO Leggiamo il commento di Gianmarco Giorda, Direttore di ANFIA: “A ottobre ritorna il segno positivo per il mercato europeo, dopo il calo di settembre. Il risultato deriva in gran parte dai Paesi più grandi, a partire dai rialzi di Francia e Spagna (+ 13,7% per entrambe), seguite da Italia (+ 7,1%) e Germana (+ 3,9%). Il preoccupante ribasso del Regno Unito (è il settimo consecutivo dopo 5 anni in positivo), che flette del 12,2% anche per la poca chiarezza delle politiche governative sui diesel, ha zavorrato la ripresa compessiva. L'andamento dell'Europa è stato altalenante: dopo un + 8,2% nel 1° trimestre 2017, il mercato europeo ha rallentato nel 2° trimestre per riprendersi nel 3°. Degno di nota il calo dei veicoli diesel che si è evidenziato già nel 2° trimestre in Germania, Regno Unito e Francia, un cambiamento che mette a dura prova la capacità di adattamento del settore, generando squilibri nel mix della produzione ed eccessi di stock” (sapevi che in Europa i benzina hanno superato i diesel dopo 8 anni?). Il presidente di Federauto, Filippo Pavan Bernacchi, aggiunge altri dati: “L'Italia rimane il mercato più dinamico tra i principali della UE ma dobbiamo ricordare che il 18% delle immatricolazioni di ottobre sono delle km zero mentre il canale privati, il più consistente del mercato italiano, perde nei primi 10 mesi del 2017 il 5,6%. Nel dubbio che gli incentivi fiscali possano non essere rinnovati nel 2018, invitiamo partite IVA e aziende ad acquistare entro il 31 dicembre per poter usufruire di questo eccezionale superammortamento” (leggi che anche a giungo c'era stato un boom delle km 0).
ITALIANE POSITIVE Le marche italiane hanno immatricolato in Europa (EU 28 + EFTA) 76.292 auto in ottobre (+1,5%), per una quota di mercato del 6,3%; nel mese sono state positive Jeep (+20,4%) e Alfa Romeo (+20,3%). Dall'inizio dell'anno i volumi totali ammontano a 907.760 unità, in rialzo del 7,6% rispetto al 2016; la quota di mercato passa dal 6,6% al 6,9% e nei primi 10 mesi. Nel periodo gennaio-ottobre 2017 sono state positive Fiat (+7,5%), Jeep (+0,3%) e Alfa Romeo (+34,4%). Vediamo qualche dato degli altri 4 paesi più importanti dell'Unione Europea: in Spagna, per esempio, tutti i canali sono cresciuti in ottobre, registrando +19% per le auto aziendali, +11,1% per il canale dei privati e +10% per il noleggio e positivi sono anche i dati gennaio-ottobre. La Francia si distingue per i cambiamenti nei tipi di auto: nei primi dieci mesi del 2017 il diesel scende al 47,6% dal 52,3% del 2016, le auto a benzina salgono al 47,4% dal 43,7% e le alimentazioni alternative arrivano al 5% dal 3,9% del 2016. Le elettriche crescono del 16,3%, le ibride del 41,3% e le ibride plug-in del 44%. In Germania abbiamo un mercato che totalizza 2.884.676 unità (+2,3%) nei primi 10 mesi del 2017 mentre il dato gennaio-ottobre cresce del 2,3%. I deludenti dati del Regno Unito sono da ascrivere agli ultimi 7 mesi: pensate che, nonostante nei primi 10 mesi si siano immatricolate nel Regno Unito ben 2,224 milioni auto contro gli 1,692 milioni dell'Italia, ad ottobre il nostro Paese ha quasi raggiunto i dati UK, segnando 157.900 unità contro 158.192. L'Associazione inglese dell'industria automotive SMMT indica fra le cause il calo di fiducia dei consumatori e delle imprese (effetto Brexit?) ma la situazione è aggravata dalla confusione sulla politica governativa riguardo il diesel (leggi che Londra vuole rottamare le vecchie diesel quotandole fino a 3500 sterline). In effetti l'incertezza dei consumatori sul destino dei diesel è forte: nel mese le vetture ad alimentazione alternativa, anche se marginali, sono cresciute del 36,9%, raggiungendo il 5,2% del mercato, le auto a benzina aumentano del 2,7% mentre le diesel crollano del 29,9%.