
Nissan decide di fermare la produzione degli stabilimenti nipponici, anomalie nei controlli finali delle auto impongono un maxi richiamo
Vento di burrasca per Nissan in patria, per almeno due settimane ha congelato la produzione di tutti gli stabilimenti giapponesi dove vengono assemblate le auto destinate al mercato interno. Da un primo input arrivato dal Ministero dei Trasporti nipponico è venuto alla luce un problema legato ai controlli finali dei veicoli. Il problema sembrava essere stato risolto ma da una successiva indagine, condotta dalla stessa Casa costruttrice, si è scoperto che poco o nulla era cambiato. I vertici di Nissan hanno quindi di fermare tutti gli stabilimenti e risolvere in maniera definitiva il problema; oltre al danno per lo stop della produzione il costruttore dovrà mettere in conto i costi di un richiamo di grande entità per sottoporre a controlli regolari i veicoli venduti sul mercato giapponese (Rimani informato su tutti in nuovi richiami tecnici, leggi qui). Scoprite con noi cosa ha messo in crisi le fabbriche Nissan.
UNA GRAVE FALLA NEI CONTROLLI FINALI DELLE VETTURE NIPPONICHE Lo scorso 18 settembre il Ministero dei Trasporti giapponesi ha notificato una grave anomalia al costruttore Nissan. È stato puntato il dito sul personale addetto a effettuare le verifiche finali alle automobili uscite dalle linee di produzione. Questi importanti controlli sarebbero infatti stati eseguiti da personale non abilitato a compiere le verifiche. Prontamente Il costruttore ha introdotto delle misure per arginare questo fenomeno e riprendere a immettere su mercato interno autovetture verificate e certificate come previsto dalle normative, ma qualcosa è andato storto.
FERMI TUTTI, IL PROCESSO DI VERIFICA VA RICOSTRUITO DA CAPO Nelle scorse settimane è stata aperta e condotta un'indagine interna per verificare l'efficacia dei correttivi apportati per regolarizzare i controlli alla fine della catena di montaggio, l'esito però è stato inaspettato. Nelle fabbriche di Oppama, Tochigi e Kyushu sono stati trovati nuovamente ispettori irregolari incaricati di effettuare i controlli finali dei veicoli; i vertici di Nissan hanno ordinato lo stop totale della produzione negli impianti attivi sul suolo nipponico, è necessario azzerare tutto il processo di verifica e ricostruirlo secondo le regole. Il costruttore ha ventilato la possibilità di separare la fase dei controlli dagli altri momenti di produzione di un veicolo. Va comunque precisato che questa problematica riguarda esclusivamente gli stabilimenti giapponesi e le vetture prodotte per il mercato interno (Anche la Leaf tra le auto controllate in maniera anomala, leggi i piani elettrici dell'alleanza Nissan Renault).
INEVITABILE IL RICHIAMO IN OFFICINA PER RIESEGUIRE I CONTROLLI A NORMA Parallelamente al fermo della produzione Nissan ha lanciato una campagna di richiamo per tutti i veicoli prodotti dal giorno della prima notifica del Ministero; si tratta di circa 34 mila esemplari usciti dalle linee di produzione dal 18 settembre a oggi e in gran parte ancora invenduti. Questi vetture vanno a sommarsi a quelle del richiamo indetto nei primi giorni di ottobre, programmato per circa 60 mila vetture e rapidamente balzato a circa 1.2 milioni di auto (Leggi qui perché Nissan ha scelto di richiamare le auto prodotte negli ultimi 3 anni); sono state infatti prese in considerazione le automobili vendute negli ultimi tre anni. La Casa nipponica ha stimato una spesa di almeno 25 miliardi di Yen per le sole operazioni di recall.